Quali sono stati i principali vettori di attacco nel 2025? Come si sta evolvendo il panorama del cyber crime internazionale? Quali priorità devono adottare le aziende per proteggere dati, infrastrutture e identità digitale degli utenti? Leggi il Data Gathering e scopri i trend, le minacce reali e cosa ci aspetta nel prossimo anno digitale.
Qakbot, malware attivo dal 2008, è stata una minaccia per più di 15 anni, con continue evoluzioni volte ad eludere i controlli di rilevamento. Qakbot è stato utilizzato come vettore di infezione durante diversi attacchi ransomware che hanno infettato oltre 700.000 computer e causato danni per centinaia di milioni di dollari. Solo negli ultimi 18 mesi le perdite hanno superato i 58 milioni di dollari. Nel corso degli anni Qakbot si è affiliato a numerose cyber gang, Conti, REvil e MegaCortex, annoverando tra le ultime anche Black Basta, di cui abbiamo parlato in uno dei nostri articoli.
All’inizio del mese di aprile è stata scoperta una backdoor presente nella libreria XZ Utils, che ha colpito il sistema operativo Linux, portando nuovamente l'attenzione sui rischi legati all'utilizzo di sistemi operativi open source.

Gli attacchi sono cresciuti e sono sempre più complessi. Lo rilevano i dati ma anche l’esperienza di chi fa della sicurezza informatica il proprio mestiere.

Il Red Team di CybergON ha recentemente scoperto la CVE-2024-44349. La CVE è stata identificata durante l’attività di penetration testing sulla web application di un cliente, nello specifico un Warehouse Management System (WMS). Lo strumento coinvolto è stato sviluppato da Anteeo, una software house polacca. La vulnerabilità si realizza tramite SQL Injection (SQLi), che consente attraverso comandi costruiti su misura di interferire o interrogare diversamente i dati presenti nel database sottostante una specifica web application.
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