Qakbot, malware attivo dal 2008, è stata una minaccia per più di 15 anni, con continue evoluzioni volte ad eludere i controlli di rilevamento. Qakbot è stato utilizzato come vettore di infezione durante diversi attacchi ransomware che hanno infettato oltre 700.000 computer e causato danni per centinaia di milioni di dollari. Solo negli ultimi 18 mesi le perdite hanno superato i 58 milioni di dollari. Nel corso degli anni Qakbot si è affiliato a numerose cyber gang, Conti, REvil e MegaCortex, annoverando tra le ultime anche Black Basta, di cui abbiamo parlato in uno dei nostri articoli.
All’inizio del mese di aprile è stata scoperta una backdoor presente nella libreria XZ Utils, che ha colpito il sistema operativo Linux, portando nuovamente l'attenzione sui rischi legati all'utilizzo di sistemi operativi open source.

Gli attacchi sono cresciuti e sono sempre più complessi. Lo rilevano i dati ma anche l’esperienza di chi fa della sicurezza informatica il proprio mestiere.

Il Red Team di CybergON ha recentemente scoperto la CVE-2024-44349. La CVE è stata identificata durante l’attività di penetration testing sulla web application di un cliente, nello specifico un Warehouse Management System (WMS). Lo strumento coinvolto è stato sviluppato da Anteeo, una software house polacca. La vulnerabilità si realizza tramite SQL Injection (SQLi), che consente attraverso comandi costruiti su misura di interferire o interrogare diversamente i dati presenti nel database sottostante una specifica web application.
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La settimana del 14 ottobre si terrà la prima cyber week targata Elmec e CybergON, un’occasione per riflettere sullo stato attuale della sicurezza informatica e porre l’attenzione sulle misure da implementare per aumentare il livello di sensibilizzazione generale e la sicurezza delle aziende. Abbiamo intervistato Elisa Ballerio, Security Marketing Director di CybergON e Communication Coordinator di Elmec per scoprire i retroscena.