Ottimizza per innovare: strategie di lungo periodo per il post-Covid

Apr 29

Scritto da Laura Conti

Cambiare modelli di approvvigionamento dei dispositivi IT, ridurre i costi superflui per investire in nuove linee di business. I CIO stanno già pianificando le prossime mosse per traghettare la propria azienda verso la nuova normalità

 

Tutte le buone storie hanno il loro eroe ed un cattivo pronto a sconvolgere una situazione di equilibrio.Oggi il “cattivo” della nostra storia è invisibile, spietato e più presente di quanto immaginiamo. Questo nemico ha sconvolto i piani delle aziende che si trovano oggi catapultate in uno scenario totalmente nuovo.

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Per comprendere l'impatto a lungo termine del COVID-19 sul mercato IT, basta vedere come questo ha cambiato economie, sistemi sociali e comportamenti dei consumatori, sconvolto e, talvolta, interrotto le supply chain tradizionali. La pandemia rappresenta uno shock per ogni azienda e cambia radicalmente alcuni processi di business: uno shock i cui effetti andranno ben oltre il 2020. Basti pensare che la previsione di spesa ICT delle aziende per i prossimi 3 anni è già crollata nelle prime 8 settimane di crisi.

 

Fonte: IDC-Statista 2020

E se dobbiamo pensare ad un eroe di questa storia, parlando naturalmente del mondo aziendale, non può che essere il responsabile IT con il suo team: in queste settimane CIO e IT manager hanno messo in piedi, talvolta da zero, strumenti per il telelavoro e videoconferenze su larga scala, migliorato i processi per la cyber security e potenziato l’infrastruttura e il network, oltre ad aver fornito ai propri dipendenti laptop e device indispensabili per la loro produttività.

Gli stessi CIO siedono oggi di diritto al tavolo di discussione (rigorosamente virtuale) della ripresa, la cosiddetta fase 2 sulla quale non si sprecano elucubrazioni, previsioni e forti perplessità su come bilanciare la sicurezza dei dipendenti con la necessità di far riprendere l’economia e la produzione, a livello nazionale ma anche globale.

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Sulla loro scrivania ci sono tre grandi questioni: come garantire i processi lavorativi tradizionali anche in ottica di business continuity, come implementare nuovi servizi e progetti dettati dalla situazione e come ridurre i costi fissi e gli investimenti previsti per far fronte alla crisi di liquidità generata dalla pandemia.

 

Fase 2: un piano per mitigare l’impatto economico del Covid-19

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In sostanza, i CIO dovranno valutare quali progetti avranno il maggiore impatto sul business a breve termine. I progetti essenziali, ma che possono essere ritardati (ad es. upgrade di infrastruttura), dovrebbero essere rinviati a quando si potrà prendere una decisione alla luce di nuove e più precise informazioni.

Non possiamo raccontarla diversamente. Sarà necessario rinegoziare all’interno dell’azienda i livelli di servizio in base alle risorse effettivamente disponibili, eliminare i costi nascosti (come quelli del software licenziato ma non utilizzato) e ritardare gli investimenti previsti a favore di progetti più urgenti che garantiscano la continuità operativa.

La revisione delle priorità diventa un’occasione per cambiare approccio rispetto a modelli di approvvigionamento IT fino ad ora seguiti, verso formule più flessibili come il noleggio operativo. Questa scelta comporta il duplice vantaggio di rinnovare le postazioni di lavoro con macchine più performanti e contenere i costi. Alcuni provider di servizi IT come Elmec hanno implementato soluzioni di Device-as-a-Service per offrire una formula di noleggio che include anche una serie di servizi essenziali per la sicurezza e l’operatività del dispositivo come assistenza tecnica, staging, rollout del dispositivo e sistemi di encryption avanzati.

 

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Parola d’ordine: resilienza

Se da un lato è necessario razionalizzare le risorse in previsione di un periodo di crisi o comunque di forte stallo, dall’altro è il momento di premere l’acceleratore su progetti innovativi e reinventare alcuni processi, Ecco alcune iniziative che, secondo Gartner, i CIO possono intraprendere nella costruzione di un percorso di lungo periodo che ci aspetta.

  1. Sviluppa una strategia di lungo periodo per governare il digital workplace che includa naturalmente l’utilizzo di strumenti di collaboration, controlli di sicurezza, supporto remoto nella gestione dei dispositivi e un fine tuning a livello infrastrutturale.
  2. Utilizza la tecnologia per automatizzare il più possibile i task che possono essere gestiti da remoto come la distribuzione e l’installazione di nuove patch, software aggiornati o release per la sicurezza dei device che operano da remoto.
  3. Sviluppa “estensioni digitali” per i tuoi prodotti o servizi, potenzia i nuovi canali e abilita nuovi modelli di business per favorire la resilienza della tua azienda e prepararti a quella che potrebbe diventare addirittura una crescita.

Le aziende dovranno cogliere nuove sfide per sviluppare, ad esempio, servizi erogati online come esperienze virtuali, contenuti e piattaforme di e-learning, o device che riducono il contatto fisico, o ancora nuovi metodi di consegna e la capacità di sviluppare e commercializzare nuovi prodotti rapidamente per rispondere alle nuove esigenze della curva di domanda tipica dei periodi di crisi come questo (es. produzione presidi di protezione individuale).

In tutti questi progetti il ruolo del CIO o del responsabile dei sistemi IT è abbastanza chiaro: da mero esecutore delle direttive aziendali, diventa un personaggio chiave, in grado di traghettare l’impresa, verso porti più sicuri, se non addirittura con vento a favore, con le sue decisioni.

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