Decarbonizzazione, cloud e data center: il futuro è sostenibile?

Jan 15

Scritto da Luca Sardella

La sostenibilità ambientale è ormai un fattore determinante nel “modo di fare impresa”. L’adozione di nuove forme di energia, di nuovi modelli di mobilità, di infrastrutture smart e di processi più green sono degli imperativi imprescindibili per tutte quelle realtà che vogliono costruire solide basi per il futuro. Quanto può contribuire l’implementazione del cloud computing per la decarbonizzazione nei settori produttivi globali?


 

Lo sviluppo tecnologico può sostenere la riduzione delle emissioni di CO2?

Foresta

Riduzione delle spese, efficienza e flessibilità: il cloud computing è la perfetta espressione di questi fattori e ormai tantissime realtà in tutto il mondo ne hanno compreso il potenziale.

Come emerge dal report dell’osservatorio Cloud Transformation della school of management del Politecnico di Milano, il mercato italiano del cloud è in aumento del 21% rispetto al 2019. Parliamo di un valore di circa 3,34 miliardi, che spingerà tantissime aziende a un vero e proprio cambio di passo digitale. Cosa comporterà questo grande cambio di rotta?

Stando alle analisi del World Economic Forum infatti, il cloud computing giocherà un ruolo fondamentale sulla riduzione dei gas serra, contribuendo a portare le tecnologie digitali nel loro complesso a favorire una riduzione pari al 15% delle emissioni globali.

L’evoluzione digitale porterà nel nostro futuro non soltanto un efficentamento dei processi e delle risorse, ma anche un nuovo modello di impatto sull’ambiente, scalabile e sempre più green. In particolare, il cloud computing consentirà anche di rendere green gli attuali protocolli produttivi delle imprese mondiali, dando vita a nuovi modelli di business incentrati sulla riduzione delle emissioni di CO2.

 

Ma qual è l’impatto sul clima delle tecnologie digitali?

Cosa è necessario considerare per poter calcolare le emissioni di carbonio prodotte dalle tecnologie digitali? Per trovare una risposta a questa domanda potrebbe essere utile rifarsi al report redatto da Ericsson “A guide to Your digital carbon footprint”.

La multinazionale svedese, che da circa vent’anni studia e ricerca le emissioni prodotte dal settore ICT, ha individuato nel proprio report tre differenti livelli che contribuiscono, con metodologie, forza e tempi diversi, all’impatto climatico:

  • Le emissioni dirette di carbonio generate dalla produzione, dall’uso e dallo smaltimento dei prodotti ICT
  • Gli effetti indiretti, positivi o negativi, sulle emissioni derivanti dall’utilizzo della tecnologia come ad esempio la grande diffusione delle conference call
  • L’impatto su comportamenti e preferenze da parte degli utenti.

Le emissioni dirette legate alla produzione comprendono anche l’uso e lo smaltimento di quei prodotti che fanno parte della nostra vita quotidiana: smartphone, tablet, pc, router. Inoltre, in questa categoria rientrano anche le reti fisse e mobili, le reti aziendali e i data center.

Diverso è invece il discorso per gli effetti indiretti e per i comportamenti degli utenti. Queste due fasce comprendono rispettivamente la metodologia con la quale aziende e persone si interfacciano con la tecnologia.

Pianeta Terra

Consideriamo quindi le video conference, la scelta di un dispositivo a discapito di un altro, il tempo che dedichiamo all’utilizzo di apparecchiature tecnologiche. Fattori variabili dunque, che hanno però un peso importante sul calcolo totale dell’impatto del settore tecnologico.

Stando ai calcoli di Ericsson, la carbon footprint del settore ICT corrisponde a circa l’1,4% delle emissioni globali di gas serra, che comprende l’intero ciclo di vita di tutte le componenti del settore. Volendo tradurre questa percentuale in numeri, potremmo affermare che 730 milioni di tonnellate di CO2 vengono sprigionate ogni anno nell’aria dal settore tecnologico.

LEGGI LA RICERCA DI ERICSSON COMPLETA

 

I green Data Center: il punto d’incontro tra cloud computing e decarbonizzazione

Il fattore principale per rendere il cloud computing un elemento importante per la de-carbonizzazione risiede nello sviluppo sempre più ampio dei green data center.

La missione di un green data center non corrisponde soltanto alla gestione dei dati in maniera efficiente e sicura, ma soprattutto nello svolgere le sue funzioni limitando il più possibile l’impatto negativo sull’ambiente.

Ciò significa che il futuro del progresso digitale dovrà necessariamente favorire una de-carbonizzazione della nostra economia. Considerando la grande crescita della digitalizzazione in ogni settore e l’indispensabilità degli strumenti tecnologici nelle nostre vite quotidiane, i data center giocano e giocheranno un ruolo fondamentale nella sostenibilità del nostro pianeta.

Come si può costruire un green data center? Sono tantissimi i fattori che entrano in gioco per la costruzione di una struttura sostenibile: l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’alimentazione e il raffreddamento degli impianti, sistemi di illuminazione sostenibili, processi fluidi e perfettamente funzionali e il coinvolgimento di personale iper specializzato.

Più realtà verranno coinvolte nel processo di costruzione e conversione di data center in strutture green, maggiore potrà essere la potenzialità dei sistemi cloud di avere un impatto positivo sulla de-carbonizzazione. L’intero ecosistema ICT ha nelle proprie mani sia l’evoluzione digitale di tantissime realtà, sia l’impatto che questa trasformazione avrà sul nostro ambiente.

 

Come abbiamo costruito il nostro green data center: BR4

Costruire un ambiente centralizzato, performante e sostenibile, dotato di strutture ben dimensionate ma anche scalabili e con elevati livelli di sicurezza, fisica e logica operativa non è certamente un’attività che è possibile improvvisare. La nostra sfida è stata quella di costruire una delle strutture più “energivore” possibili in maniera green, cercando di renderla un’eccellenza dal punto di vista energetico.

Il nostro data center ha infatti raggiunto un indice di efficienza energetica (PUE) pari a 1,15%, mentre la media globale si attesta intorno al 1,8%.

Green data center Elmec

 

Questi sono i fattori che ci hanno permesso di rendere il nostro data center un’eccellenza dal punto di vista energetico:

  • Bonifica zona industriale: il progetto è partito dalla bonifica di una zona industriale (13000 mt2) prima destinata allo stoccaggio di amianto e rifiuti oleosi.
  • Impianto di raffreddamento: BR4 vanta un sistema di raffreddamento smart, capace di modificare il proprio impulso al variare della temperatura esterna.
  • Illuminazione a led: Totale assenza di inquinamento luminoso: il led brilla ma non satura l’ambiente. Grazie al LED, il nostro data center non sprigiona emissioni di raggi UV.
  • Pannelli fotovoltaici: La sostenibilità del nostro edificio è stata facilitata dall’installazione di pannelli fotovoltaici forniti da Elmec Solar.

Il Data Center TIER IV di Elmec ha sistemi multipli, indipendenti e fisicamente isolati che forniscono capacità ridondata al carico IT (fino a 2,4 MW) attraverso percorsi multipli e indipendenti di distribuzione, fisicamente isolati e attivi contemporaneamente.

Il nostro impianto di raffreddamento è stato progettato con la tecnologia “Cooling System” ridondato (2N) che prevede tre modalità di raffreddamento in base alla temperatura esterna. La soluzione adottate è quella ad isole compartimentate con separazione dei corridoi caldi e freddi e permette di mantenere un’efficienza energetica (PUE, Power Usage Effectiveness) al di sotto della media globale. Uno scarto energetico, quello tra BR4 e gli altri edifici, che si traduce in un risparmio di circa 4.818 MWh l’anno.

 

Cloud computing: l’equilibrio tra digitalizzazione e de-carbonizzazione del pianeta

Tornando ora al report redatto da Ericsson citato in precedenza e prendendo in considerazione soltanto quegli aspetti strutturali del settore ICT che hanno un forte impatto sull’ambiente, possiamo affermare con certezza che le nuove tecnologie e il cloud computing in particolare giocano un ruolo centrale per la de-carbonizzazione.

I servizi in cloud possono infatti contribuire a ben due degli SDG’s (Sustainable development goals) presenti all’interno dell’agenda 2030 dell’ONU

  • Potenziare la digitalizzazione dei tradizionali settori di produzione industriale, agricola e del settore logistico
  • Ridurre le emissioni di CO2 attraverso l’accentramento e l’efficientamento delle tecnologie ICT

Questi due obiettivi, se coltivati e diffusi a livello globale dalle aziende operanti nel settore delle tecnologie, porteranno certamente all’incremento dell’impatto carbonico dell’emisfero ICT. Allo stesso tempo, però, comporteranno una grande de-carbonizzazione dei settori produttivi tradizionali, consentendo quindi di bilanciare in positivo la de-carbonizzazione globale.

In Elmec abbiamo deciso di percorrere questo percorso sostenibile fatto non soltanto di grandi obiettivi a lungo termine, ma soprattutto di piccole scelte quotidiane che segneranno il nostro impatto sul futuro del nostro ambiente e della nostra società.

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