Perché crediamo in Gaia-X e perché proprio nel 2021?

Feb 17

Scritto da Cora Scandroglio

Il processo di digitalizzazione è forse uno degli aspetti per il quale si possa guardare al 2020 con uno sguardo positivo. Innegabile ammettere quanto quest'ultimo anno abbia impresso un’innaturale accelerazione verso il digitale.  Anche se la Comunità europea tiene a dirci che non è stato abbastanza, dobbiamo parimenti riconoscere quanto questo task sia diventato prioritario per tutti, tramutandosi da una responsabilità spesso circoscritta al ruolo “IT” ad un punto fondamentale dell’agenda che ormai riguarda tutto il “Business”.

 

Indice dei contenuti

2020 l'anno in cui ci siamo reinventati

i ritardi sulla digitalizzazione

Immagine: i ritardi sulla digitalizzazione nella Comunità europea rispetto ai KPI fissati due anni fa

Nel 2020, la parola d’ordine per le imprese è stata reinventarsi, in ogni direzione: dalla produttività dei collaboratori, supportata abilitando in tempi record lo smartworking in modalità più o meno efficienti e preventivati, all’agilità nel reindirizzare i modelli di business (basti solo pensare a quanti hanno dovuto mettere mano a progetti di e-commerce per le proprie attività).

 

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Quasi il 60% dei dipendenti prima del lockdown non aveva mai lavorato in modalità smartworking.

Una corsa insomma, forse un po’ disordinata causata dall’emergenza, ma pur sempre un salto quantico in avanti.

La crescita del cloud

E adesso?

Questo strappo in avanti ci ha portato, dati alla mano, a una cultura dell’innovazione ancora più pervasiva che ci permette di pensare concretamente a nuovi modelli di business.

Sempre secondo la Comunità europea, infatti, l’utilizzo “evoluto” di quanto possa fornire e favorire il cloud, vero abilitatore all’ingresso in azienda di importanti innovazioni, è cresciuto di ben 10 punti percentuali rispetto lo scorso anno; il 26% delle aziende europee (in Italia il 28%) già li utilizza. Ma non solo, la previsione nei prossimi 4/5 anni è di un raddoppio.

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Dal nostro osservatorio, fatto di 15 anni d’esperienza nell'aiutare aziende con infrastrutture complesse, ben sappiamo quanto questa strada sia quasi un processo sartoriale, che deve calzare perfettamente con il pregresso legacy senza perdere di vista le opportunità immense che il cloud più spinto può offrirci. Un approccio “Cloud Best”, contrapposto al più semplicistico “Cloud First”, che abbiamo voluto descrivere meglio nella “Guida intergalattica per l’Hybrid Cloud”.

Ma c’è un MA!

Se è pur vero come afferma Gartner che le aziende digitalizzate crescono ad una velocità x2,5 rispetto alle altre resta però di fondo una grande preoccupazione, ovvero la tutela dei dati. Attualmente, il 91% delle nostre informazioni viaggia fuori dai confini comunitari (DigitalEurope, Business Europe Research).

Ecco perché nasce il progetto Gaia-X con lo specifico obiettivo di creare un sistema di cloud europeo in alternativa alle grandi piattaforme esistenti.

GAIA-X

L’intento è infatti quello di creare una infrastruttura federata per la condivisione e l’accesso di dati in modo sicuro e rispettoso della normativa europea in tema di privacy e circolazione delle informazioni. Le parole chiave del progetto sembrano prese direttamente dal GDPR e dal Regolamento 2018/1807: interoperabilità, portabilità, trasparenza, sicurezza, privacy by design.

Avvalendosi dell’adesione sia di operatori del digitale (Cloud Solution Providers, High Performance Computing, cloud specifici di settore e sistemi edge computing) che di utenti organizzati per settori industriali di appartenenza, vuole essere un riferimento per la condivisione di best practices.

 

Perché abbiamo deciso di aderire al progetto Gaia-X?

  1. Perché promuove la trasparenza e l’attrattiva dei servizi digitali. Ridurrà gli ostacoli all’uso dei servizi e consentirà lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti;
  2. Perché creerà un ecosistema per l’innovazione: abilitando applicazioni di servizi intelligenti e servizi di infrastruttura;
  3. Perché garantirà la sovranità dei dati;
  4. Perché abbatterà le dipendenze: favorendo la crescita positiva nel mercato di più attori competitivi.
  5. Perché crediamo in un cloud ‘green’ che possa mitigare l’impatto ambientale delle infrastrutture IT tradizionali e ad azioni di compensazione per le emissioni della CO2 in cui l’Europa è capofila.

In poche parole, quest’iniziativa si propone di capitalizzare quanto finora fatto dalle aziende in modo frammentato per portarlo a fattor comune. Un progetto sicuramente ambizioso questo, sappiamo quanto ogni azienda rappresenti un “mondo a sé”, ma non per questo meno strategico perché si prefigge di abbattere tutte quelle barriere all’ingresso che futuri progetti di innovazione potrebbero incontrare dando reale evidenza di quanto possano contribuire al successo di un’impresa.

Già solo per questo, ne saremo parte.