Scritto da Andrea Buzzi
Molti pensano a IBM i come a una tecnologia “storica”, legata al passato. In realtà, è una piattaforma che continua a evolvere e che oggi rappresenta un asset strategico per le aziende che vogliono affrontare la trasformazione digitale senza rinunciare alla stabilità. La sua forza sta nel coniugare affidabilità e modernità, permettendo di innovare, gestire l’infrastruttura in modo efficiente e integrarsi con il resto del panorama IT.
Vediamo nel dettaglio i tre pilastri che rendono IBM i una scelta ancora attuale: Innovazione, Integrazione e Infrastruttura.
Innovazione: evolvere senza cambiare piattaforma
La sfida principale per molte aziende è innovare senza dover affrontare progetti di migrazione complessi e costosi. IBM i offre un percorso graduale e sostenibile.
Valorizzazione dei dati esistenti
I dati custoditi sulla piattaforma sono spesso il cuore del business: ordini, clienti, logistica, contabilità. Con strumenti come Db2 for i e soluzioni di business intelligence, questi dati possono essere trasformati in insight strategici, utili per migliorare processi e decisioni.
Apertura verso il mondo moderno
IBM i supporta linguaggi e tecnologie contemporanee come SQL, Java, Python, Node.js. Questo significa che è possibile sviluppare nuove applicazioni o estendere quelle esistenti senza abbandonare la piattaforma. Le API REST e i servizi web permettono di collegare IBM i a CRM, e-commerce e sistemi di analytics senza stravolgere le logiche di business.
Competenze e automazione
È vero che reperire specialisti IBM i può essere difficile. Ma la piattaforma ha introdotto strumenti di automazione, interfacce grafiche e linguaggi più accessibili che riducono la dipendenza da skill di nicchia. Inoltre, la community open source su IBM i è in crescita, offrendo nuove opportunità di sviluppo e collaborazione.
Insomma, innovare con IBM i significa costruire sul valore già presente, senza dover ripartire da zero.
Integrazione: connettere on-premise e cloud
Nessuna piattaforma può restare isolata, e per IBM i è finito il tempo del solo terminale 5250. Infatti, questo sistema operativo ha dimostrato di sapersi integrare molto bene in landscape applicativi e infrastrutturali estremamente eterogenei.
Comunicazione con il landscape applicativo
IBM i dialoga con ERP, CRM, sistemi di supply chain e applicazioni moderne. Tutto questo garantisce coerenza dei dati e processi fluidi, evitando silos informativi. La cosa fantastica di questo sistema operativo è che può fare tutto questo in maniera nativa, il più delle volte quindi senza le necessità di andare ad installare tool di terze parti. Per esempio, supporta nativamente il protocollo SSH abilitante per flussi di trasferimento dati sicuri con SFTP, piuttosto che è in grado di consumare ed esporre servizi con API rest tramite il suo web/application server Apache integrato o con le nuove table function a livello di database.
Scenari ibridi on-premise e cloud
La piattaforma supporta architetture ibride, permettendo di sfruttare la scalabilità del cloud senza rinunciare alla sicurezza dell’on-premise. Questo perché è possibile integrare servizi cloud per analytics, AI o storage, mantenendo al contempo il controllo dei dati sensibili.
DevOps e automazione del rilascio software
IBM i supporta pipeline di Continuous Integration e Continuous Deployment (CI/CD). Questo consente di accelerare il time-to-market, ridurre errori e mantenere un controllo rigoroso sulla qualità del software. L’approccio DevOps e l’adozione di tool moderni di sviluppo come Visual Studio Code porta IBM i nel mondo dello sviluppo moderno, con cicli di rilascio più rapidi e sicuri e soprattutto permette di abbattere le barriere iniziali per le nuove risorse che iniziano la loro carriera di sviluppo su questa piattaforma in quanto conoscono già questi strumenti e queste metodologie utilizzate in altri ambiti dello sviluppo software.
Di fatto quindi l’integrazione diventa il ponte tra tradizione e innovazione, permettendo alle aziende di sfruttare il meglio di entrambi i mondi.
Infrastruttura: modernità ed efficienza
La gestione dei sistemi è il cuore dell’operatività aziendale. IBM i garantisce stabilità e performance, ma oggi le aziende chiedono anche flessibilità, modernità e soprattutto il numero di fermi minore possibile per avere un business sempre operativo.
Gestione moderna dei sistemi
Con strumenti di monitoraggio avanzato, è possibile avere una visione completa di disponibilità, performance e sicurezza. Il vero punto cruciale per altro è scegliere un tool di monitoraggio che non sia un semplice collettore di eventi come molto spesso capita di vedere sui sistemi dei clienti, ma che sia invece uno strumento che sia in grado di fare gestione di quelli che sono tutti i task che possono essere gestiti in maniera automatica. Questo permette di ridurre al minimo le operation senza valore aggiunto e soprattutto permette di ridurre i disservizi sugli utenti finali, migliorando quindi la qualità del servizio.
Alta disponibilità e continuità operativa
Nel mondo di oggi il business non conosce sabati domeniche o festività, i sistemi devono essere quindi sempre attivi per generare valore per le aziende. Soluzioni come PowerHA e sistemi di clustering assicurano che le applicazioni mission-critical siano sempre attive. Anche in questo caso il vantaggio è l’integrazione degli strumenti nell’ecosistema IBM i, infatti è possibile unificare gestione dei cluster e dei servizi applicativi di modo che in caso di guasti o disastri, i meccanismi di failover minimizzano i fermi, garantendo continuità al business. Di fatto questo concetto deve essere applicato sia per quanto concerne l’alta affidabilità sia per quanto concerne il disaster recovery.
Efficienza operativa
L’automazione dei processi di manutenzione, aggiornamento e backup riduce costi e complessità. Questo libera risorse interne che possono concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto, come lo sviluppo di nuove funzionalità o l’analisi dei dati. Esistono diversi tool per l’automazione che per altro sono comuni anche ad altre piattaforme come per esempio Ansible, questo fa si che non sia necessario avere delle skills verticali sul mondo IBM i.
La sostanza quindi è che l’infrastruttura IBM i non è un “peso”, ma un fattore decisivo per il business infatti avere sistemi sempre prestanti e sempre disponibili permette di ripagare a pieno l’investimento fatto.
IBM i non è quindi da inquadrare come una piattaforma “del passato”, ma una base solida su cui costruire il futuro. Innovazione, infrastruttura e integrazione sono le tre “i” che guidano le imprese verso un business più resiliente, moderno e competitivo. Chi ha scelto e continua a scegliere IBM i si evolve senza stravolgere, modernizza senza rischiare, e integra senza perdere sicurezza e soprattutto il patrimonio dei dati. È questa la vera forza di una piattaforma che continua a dimostrare la sua rilevanza, anche nell’era del cloud e della digital transformation.