Scritto da Luca Sardella
Rispetto alle edizioni precedenti, il Bilancio di Sostenibilità 2025 ha una nuova struttura. Da quest’anno, infatti, abbiamo deciso di seguire gli standard ESRS. Nell’articolo spieghiamo cosa sta dietro a questa scelta e i punti principali emersi dalle nostre analisi.
Tutto ebbe inizio nel 2023 con l’entrata in vigore a livello europeo della direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Secondo le prime indicazioni, Elmec, come molte altre imprese, sembrava rientrare pienamente negli obblighi di rendicontazione previsti dalla normativa. Ci siamo quindi rimboccati le maniche e abbiamo avviato il percorso di transizione verso gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), superando il framework GRI che abbiamo utilizzato sin dalla pubblicazione del primo bilancio nel 2016.
Nel frattempo, è arrivato il provvedimento europeo noto come "stop the clock", che ha rinviato e rimodulato gli obblighi di applicazione della direttiva, escludendo di fatto Elmec dall'adozione immediata degli standard. Ed eccoci davanti a un bivio: sospendere il percorso di adeguamento oppure continuare a investire nei nuovi modelli.
Ma ormai, avevamo gettato il cuore oltre l’ostacolo e abbiamo deciso di seguire volontariamente gli ESRS per il Bilancio di Sostenibilità 2025. L’adozione di questi standard ci ha permesso di redigere un documento, orientato alla gestione dei rischi e delle opportunità ESG maggiormente allineato alle aspettative degli stakeholder.
ESRS vs GRI: cosa cambia nella rendicontazione di sostenibilità
Il passaggio dagli standard GRI agli ESRS rappresenta un'evoluzione significativa nel modo di analizzare e rendicontare la sostenibilità aziendale.
I GRI sono stati per anni uno dei principali riferimenti internazionali per la rendicontazione non finanziaria. Gli ESRS, sviluppati nel contesto normativo europeo, introducono requisiti più strutturati e una maggiore integrazione tra sostenibilità, gestione del rischio e strategia aziendale.
L'adozione degli ESRS richiede alle organizzazioni di identificare in modo sistematico gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai temi ESG, definire priorità attraverso l'analisi di doppia materialità e rendicontare obiettivi, politiche e indicatori con un livello di dettaglio superiore rispetto al passato.
Non si tratta soltanto di descrivere iniziative o risultati, ma di spiegare perché determinati temi sono rilevanti per l'organizzazione e come influenzano la sua capacità di creare valore nel lungo periodo.
Analisi di doppia materialità: 78 impatti mappati
Uno degli elementi centrali degli ESRS è l'analisi di doppia materialità.
Questo approccio combina due prospettive complementari. Da un lato la materialità finanziaria, che valuta quali temi ESG possono influenzare la performance economica e finanziaria dell'azienda. Dall'altro la materialità d'impatto, che considera gli effetti positivi e negativi che l'organizzazione genera sull'ambiente e sulla società.
All'inizio del 2025 abbiamo condotto la nostra analisi di doppia materialità coinvolgendo management e stakeholder esterni: il processo ha portato all'identificazione di 78 impatti complessivi, dei quali 40 sono stati classificati come materiali.
Queste le aree che, per rilevanza e impatto, richiedono maggiore attenzione:
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Forza lavoro propria (36%): temi come formazione, condizioni di lavoro, talent attraction/retention e sicurezza rappresentano fattori centrali
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Condotta delle imprese (22%): governance, etica aziendale, gestione della supply chain e compliance hanno un ruolo fondamentale per le attività basate sulla fiducia e sulla continuità dei servizi
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Cambiamenti climatici (11%): la riduzione delle emissioni continua a essere una priorità, in coerenza con i nostri obiettivi climatici
Completano il quadro temi quali economia circolare (10%), inquinamento (8%) e altri aspetti ambientali e sociali che contribuiscono a definire il nostro profilo ESG.
Un dato per noi particolarmente rilevante sono le persone. Siamo un’impresa tech, ma quello che ci distingue, crea valore ed è uno dei principali fattori di competitività è proprio il nostro capitale umano.
La validazione SBTi e gli obiettivi climatici
Innanzi tutto, spieghiamo cos’è SBTi. La Science Based Targets initiative è un’organizzazione non profit che supporta le aziende nella lotta alla crisi climatica con percorsi definiti per ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Nel 2025 abbiamo ottenuto la validazione dei nostri obiettivi di riduzione delle emissioni da parte di SBTi. Una convalida che conferma la coerenza dei nostri target climatici con le metodologie scientifiche internazionali e con gli scenari necessari al contenimento del riscaldamento globale.
Nel dettaglio, in Elmec ci siamo impegnati a ridurre entro il 2035, rispetto all’anno base 2024:
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del 63% le emissioni assolute Scope 1 e Scope 2
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del 37,5% le emissioni assolute Scope 3 relative a beni e servizi acquistati, attività legate all’energia, trasporto e distribuzione a monte, spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, utilizzo dei prodotti venduti e asset concessi in leasing
Il raggiungimento di questi obiettivi è supportato da un piano di transizione articolato in quattro leve di decarbonizzazione.
Sul fronte Scope 2, ovvero le emissioni indirette riconducibili a energia prodotta da terzi, le azioni riguardano il potenziamento dell’efficienza energetica e dell’autoproduzione da fonti rinnovabili, oltre all’approvvigionamento di energia elettrica certificata. Nel 2025 la produzione da impianti fotovoltaici ha raggiunto 785,1 MWh (+45% rispetto al 2024), mentre le Garanzie di Origine acquisite sono state pari a 4.394,6 MWh, corrispondenti al 75,8% dei consumi elettrici complessivi.
Per lo Scope 1, ovvero le emissioni dirette, il piano prevede la decarbonizzazione della flotta aziendale attraverso l’utilizzo di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) come sostituto del gasolio fossile e l’incremento progressivo dei veicoli ibridi ed elettrici, accompagnati da iniziative di mobilità sostenibile per i dipendenti.
Per quanto riguarda le emissioni Scope 3, interverremo lungo la catena del valore e sulle emissioni generate dall’erogazione dei principali servizi, in particolare Managed Infrastructure Services e Device as a Service.
Nel complesso, il piano combina interventi di riduzione delle emissioni dirette e indirette con misure di compensazione su una porzione specifica delle emissioni residue, in coerenza con il perimetro definito dagli obiettivi validati da SBTi.
Un'evoluzione nel percorso di sostenibilità di Elmec
Con 806 dipendenti e oltre cinquant’anni di attività nel settore IT, Elmec opera in un contesto in cui la sostenibilità si intreccia sempre più con temi come efficienza energetica, gestione delle infrastrutture digitali, economia circolare e responsabilità lungo la catena di fornitura.
L'adozione volontaria degli ESRS, l'analisi di doppia materialità e la validazione degli obiettivi climatici da parte di SBTi rappresentano tre passaggi che mostrano come la sostenibilità stia diventando sempre più un tema di gestione e misurazione, oltre che di rendicontazione.
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 segna quindi un'evoluzione del percorso intrapreso negli anni precedenti: da strumento di comunicazione a strumento di governo, capace di collegare gli obiettivi ESG alle decisioni aziendali e alle aspettative degli stakeholder.
Leggi qui il Bilancio di Sostenibilità 2025 di Elmec Informatica.